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Avenati Motors s.r.l.
Corso Savona, 45
10024 Moncalieri (TO)
Italy
Tel. +39 011 640.35.71
Fax +39 011 64.47.51

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Friday September 20 , 2019
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Avenati è un nome noto da molto tempo, nel mondo fuoristradistico. Dalle officine moncalieresi, infatti, sono usciti negli anni mezzi di tutti i generi, normali o preparatissi, da trial o da raid; la maggior parte sono Jeep. Nata nel 1969 a opera di Angelo Avenati, oggi l’azienda è guidata dal figlio Alessandro, che a fianco del padre ha maturato la medesima passione e la stessa competenza.

Alessandro Avenati prosegue da oltre 20 anni l’attività del padre Angelo, il cui nome è una piccola leggenda nel mondo del fuoristrada , e non solo in Italia. Gli Avenati sono stati tra i primi importatori di Land Rover militari prima e di 4x4 americane poi,distinguendosi sia per alcune importanti partecipazioni sportive,tra cui la Dakar e il Rally dei Faraoni da metà anni ’80, sia per un’infinita serie di viaggi in Africa che ancora oggi sono l’hobby di Alessandro. L’attività principale dell’azienda è la compravendita di 4x4 di ogni periodo ,ma nella storica sede di corso Savona a Moncalieri(To), c’è un’officina che lavora di continuo su preparazioni di ogni tipo per clienti vecchi e nuovi.

Considerata l’erede naturale della Jeep originale , la Wrangler Rubicon rappresenta il mezzo ideale per le svariate elaborazioni, come testimonia questa interessante versione allestita dalla Avenati Motors di Moncalieri, alle porte di Torino. Di Alberto Mazzantini.

Gaborone - Dopo 15.000 km d’inferno, sulla piazza principale di Gaboron, una cittadina capitale del Botswana, spunta una Range Rover. È quella di Maurizio de Crescenzo e Claudio Bergamaschi, i vincitori della quarta edizione dell’Afrikannonball Pirelli. E dopo la Range Rover Prototipo di De Crescenzo–Bergamaschi, ecco la Mercedes 230 di Farina-Palma-Piroli, la Mitsubishi Pajero di Ravagnati-Salini, la Toyota di Grossi-Giaschi-Regazzi, la Land Rover di Ottaviano-Tufano-Picerna e la Toyota di Avenati-Ferrero, poi basta.

AUTO & FUORISTRADA febbraio 2011

Il Testimonial

Gabriele Crozzoli: Dalla Carnia alla Cannonball

Il primo fuoristrada che avvicinai da bambino fu la Campagnola che mio padre acquistò nel 1970 e utilizzammo per anni sui monti della Carnia. Poi, nel 1982 da militare, mi venne affidato l’incarico di conduttore. Nel corso della celebrazione del 25 Aprile era stata organizzata una importante cerimonia a Trieste, in Piazza Unità d’Italia , alla quale partecipava l’allora Ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro. Fui sorteggiato come autista del ministro , così dovetti tirare a specchio la mia Campagnola con il gasolio e con il lucido da scarpe (le gomme), lascio a voi immaginare l’odore….. L’emozione per la sfilata era forte, tuttavia non mi fu difficile procedere a passo d’uomo in prima ridotta,così ricevetti un encomio e 3 giorni di licenza premio. Nel 1984 frequentavo un gruppo di amici fuori stradisti :erano gli anni del mito del Camel Trophy. Quasi per scherzo compilai la scheda e fui convocato al Parco Esposizioni di Novegro,dove c’erano le “selezioni”, lo capimmo dopo. Rimasi a far parte del circus Camel fino alla fine degli anni ’80. Come fotografo iniziai a seguire gare,eventi e prove. Nel 1987 fu la volta della mitica African Cannonball,partenza da Torino con arrivo ufficiale a Gaborone-Botswana. Per seguirla mi era stato messo a disposizioneun Bremach 4x4. Pensavo che il cassone fosse stato predisposto a camper per accogliere me e un dipendente di Angelo Avenati –patron della manifestazione. In realtà sul cassone si trovavano pezzi di ricambio e ben 10 damigiane piene di vino. Fu l’inizio di un’avventura in cui dovetti arrangiarmi per sopravvivere,dormendo dove capitava ,mangiando come potevo e centellinando l’acqua. Attraversai un continente intero senza l’ausilio di una bussola , con un caldo infernale,senz’acqua nei deserti,con piogge torrenziali nella fascia tropicale (persi 15 chili). Nonostante tutti i disagi,ho ancora vive le emozioni provate nel corso di questa manifestazione,più un raid-selvaggio che una gara. Ognuno era libaro di arrivare alla meta utilizzando il percorso preferito. Alla sera ,riuniti attorno al falò,condividevamo le emozioni che il paesaggio e le genti ci regalavano, avevamo un chiodo fisso:come farla pagare a patron Avenati. La prima punizione arrivò inaspettata :una notte in Zambia Avenati subì l’attacco di una iena,per sua fortuna e per il nostro intervento senza conseguenze;la seconda arrivò in Botswana,quando uno dei partecipanti ,esasperato ,gli rovinò il vino con un liquido molto ecologico ma non proprio adatto a valorizzarne il gusto.

Angelo Avenati con i due figli Elisabetta e Alessandro.

“ Scoprii il fuoristrada nei miei frequenti viaggi nel continente nero”, dice Angelo Avenati, inventore dell’Africannonball, corsa senza regole da Torino a Città del Capo. Sembra quasi incredibile ma, più personaggi del mondo del fuoristrada conosciamo, più ci accorgiamo dell’omogeneità di questo ambiente. Alcune caratteristiche si ripropongono con una costanza quasi incredibile. La passione, innanzitutto, per questo tipo di veicoli; una passione nata sempre prima del commercio. Il gusto per l’avventura che si esprime o nelle gare di fuoristrada o nei grandi viaggi , nei raid. L’amore per l’Africa ,per la sua mancanza di strade,per le tante difficoltà che propone a chi la gara in lungo e in largo. Dicono cose molto simili, ma ognuno di loro le dice con una convinzione tale da darti l’impressione che queste cose le stai sentendo per la prima volta. In parole povere non sono personaggi banali. Non lo è certo Angelo Avenati , perché uno che ti inventa, dal niente , l’Africannonball non può essere banale. Che cos’è l’Africannonball?

Avenati Fuori Strada - Str. Revigliasco, 173 - 10024 Moncalieri (TO) - Italia - Tel. +39 335 775 1864